Il Progetto

IAQOSIntelligenza Artificiale di Quartiere Open Source, è un’intelligenza artificiale in grado di raccogliere Big Data. Il progetto usa l’arte e il design per trasformare i dati in conoscenza utile a comprendere e risolvere problemi del quartiere

La prima manifestazione di IAQOS è un bambino artificiale, progettato per stringere relazioni empatiche con gli abitanti e coinvolgerli in un’azione partecipativa a servizio della rigenerazione urbana. La piccola intelligenza artificiale prenderà vita online  e offline, tramite i social network e installazioni artistiche interattive con cui potrà interagire fisicamente con le persone.

Il progetto si posiziona nel contesto territoriale di Tor Pignattara a Roma, partendo dalla Scuola elementare C. Pisacane, periferia urbana al bordo del centro che si caratterizza come il quartiere più multiculturale di Roma.

L’intelligenza artificiale di IAQOS studierà come primo tema la qualità dell’ecosistema relazionale del quartiere, come le diverse culture dialogano, si incontrano e convivono, raccogliendo, analizzando e restituendo i dati agli abitanti, e attuando una serie di strategie per abilitare gli abitanti a comprendere i dati e a utilizzarli in modi inediti (workshop inclusivi, eventi, installazioni artistiche, visualizzazioni) e per affrontare insieme i problemi del quartiere.

Il progetto è strutturato su diversi livelli:

  • la realizzazione di una IA open source dedicata ai quartieri, riutilizzabile ed applicabile liberamente ad altre città e temi differenti;
  • un intervento di inclusione digitale in cui arte e design sono le strategie per aumentare drasticamente l’accessibilità e l’usabilità delle tecnologie;
  • l’acquisizione di competenze sulle IA e delle loro implicazioni critiche (dall’etica, alla privacy, ai bias algoritmici),
  • la sperimentazione sull’IA per realizzare nuovi modelli di partecipazione attiva, rappresentazioni della conoscenza più “umane” ed empatiche.

Il progetto ha un doppio valore: da una parte, il connubio tra arte e scienza ci ricorda che, come è avvenuto nel Rinascimento e come sperimentato da imprenditori illuminati del calibro di Adriano Olivetti, dalla contaminazione tra competenze eterogenee si produce innovazione. Dall’altra, che l’empatia e la visionarietà che si scatenano nei processi artistici possono svolgere un ruolo di primo piano in temi importanti come quello della coesione sociale e del miglioramento delle condizioni di vita di ogni cittadino.

Federico Bomba, direttore di Sineglossa Creative Ground

IAQOS arriva in un momento estremamente importante. La possibilità di utilizzare la tecnologia per stabilire relazioni tra persone di ogni genere e cultura, generando e rendendo accessibile bellezza, conoscenza, pace e capacità di conoscere e comprendere il mondo, è fondamentale per assicurare una società moderna, inclusiva, civile, solidale in cui possiamo immaginare mondi migliori. Partendo da questi presupposti, è chiaro come l’Arte non sia una decorazione, ma una strategia. Come artisti, ricercatori e fondatori di un centro di ricerca siamo perfettamente consapevoli della necessità di avviare processi di collaborazione tra Scienze, Arti e Tecnologie, per portare i risultati dell’innovazione nella sfera pubblica, accessibili e usabili da tutti, in modo inclusivo e solidale. IAQOS sarà una azione di questo genere: l’IA diventa “bambino”, un abitante del quartiere capace di stabilire relazioni con le persone, nello spazio pubblico, e di raccogliere dati in maniera non intrusiva per comprendere la società e proporre interventi costruttivi.

Salvatore Iaconesi e Oriana Persico, fondatori di Art is Open Source e del centro di ricerca HER – Human Ecosystems Relazioni

IAQOS si ispira a Angel_F, l’IA-bambino ideata dal duo Iaconesi/Persico, che  ha avuto sviluppi globali, tanto da arrivare alle Nazioni Unite, dimostrando la sua capacità di creare legami e relazioni empatiche.

la Tecnologia

IAQOS integra tecnologie differenti che utilizzano l’Intelligenza Artificiale da un lato per rendere disponibili modalità di interazione naturale e, dall’altro, per analizzare le espressioni umane (come la gestualità, il parlato, il testo) e le relazioni tra le persone per comprendere l’occorrenza di fenomeni ricorrenti e il loro significato.

Dal primo punto di vista, ci si rifà alle tecnologie che sono tipiche dell’Affective Computing: la computer vision, l’interazione gestuale, l’analisi del linguaggio naturale, in cui l’Intelligenza Artificiale viene utilizzata per trasformare dati non strutturati (il parlato, le immagini) in dati strutturati (per esempio classificando gli argomenti di cui parlano le persone, o per riconoscere un gesto).

Dal secondo punto di vista, si utilizzeranno tecnologie di Machine Learning per cercare di riconoscere forme ricorrenti nei dati (e, quindi, nei fenomeni che descrivono) e, quindi, i processi che le hanno portate ad esistere: un genere di comprensione che abilita a formulare ipotesi pratiche sugli interventi (in questo caso relazionali e di inclusione sociale) immaginabili come comunità, artisti, innovatori sociali, organizzazioni e istituzioni.

Le tecnologie alla base del progetto sono rese disponibili dal Centro di ricerca HER – Human Ecosystems Relazioni, supporto scientifico e tecnologico del progetto (www.he-r.it)

la Metodologia

Il progetto unisce l’esperienza e le metodologie maturate da Sineglossa nell’ambito della rigenerazione urbana, con la DUA – Digital Urban Acupuncture, metodologia di intervento nelle città sviluppata da Salvatore Iaconesi e Oriana Persico e descritta nell’omonimo volume (Springer 2016).

Una grande innovazione sarà costituita dalla modalità di raccolta e resa dei dati. Al contrario di come avviene nella maggior parte dei casi nella società odierna, in cui l’industria dei dati è sostanzialmente una industria di tipo estrattivo, in IAQOS i dati verranno raccolti non “dalle” o “sulle” persone, ma “con le” persone, utilizzando le metodologie della “privacy by design” e la performance artistica urbana come occasione per unire le persone nello spazio pubblico, attorno a obiettivi comuni.

Per quanto riguarda la restituzione dei dati, verranno utilizzati sia i meccanismi degli Open Data, con cui i dati diventeranno un Bene Comune accessibile e usabile per le persone, sia le metodologie artistiche e creative dell’Infoestetica, dell’Information Design, dell’Infopoetica e dei processi educativi secondo cui le persone, di ogni età, genere e cultura, potranno, insieme, costruire le proprie visualizzazioni, restituzioni ed elaborazioni.